giovedì 28 febbraio 2013

Dalla Cina con furore...arriva il Titanic II

Quello del Titanic II è sicuramente un progetto particolare e suggestivo. Basato sul RMS Titanic, ha lo scopo di riprodurre quanto più verosimilmente possibile il famoso transatlantico. Quest'opera ha già al suo attivo ben due differenti proposte: la prima fu abbandonata nel 2006 e la seconda è stata annunciata nel 2012.


Nel 1998 lo studio di fattibilità ingegneristica dell'opera fu affidato alla rivista americana Popular Mechanics con la consulenza del college "Webb Institute" di New York, istituto universitario specializzato ingegneria navale. I cambiamenti rispetto alla versione originale interesserano soprattutto l'opera viva, cioè la parte di scafo al di sotto della linea di gallegiamento. Questo significa che le variazioni non saranno quindi visibili dall'esterno e seppure diversa a confronto dell'originale, il Titanic II apparirebbe quasi uguale ad esso. Le principali modifiche dovessero essere:
  • Scafo saldato, e non rivettato
  • Minori consumi di carburante aggiungendo un bulbo di prua 
  • Timone allargato e presenza di un'elica di prua per una migliore manovrabilità
  • Stabilizzatori orizzontali
  • L'adozione di un sistema di propulsione elettrodiesel, che libererebbe lo spazio usato dalle 159 fornaci a carbone e 29 caldaie del Titanic.
  • Lo spazio liberato potrebbe essere usato per impianti di trattamento dei rifiuti, depurazione dell'acqua, aria condizionata.
A differenza della versione originale dove dei quattro fumaioli presenti tre servivano per espellere i fumi di scarico e uno come presa d'aria per la ventilazione, nel Titanic II tutti e quattro i fumaioli saranno finti (ed avranno prettamente uno scopo ornamentale), poiché lo scarico di un motore diesel non richiede la loro presenza. Rimaneva però ancora un dubbio: la fattibilità economica. I costi rispetto ad una moderna nave da crociera sarebbero doppi a causa delle sfide ingegneristiche. 

Ma abbiamo parlato di due progetti...quali sono?

Il primo progetto (2000-2006) vede come protagonista l'uomo d'affari e magnate sudafricano Sarel Gous, che propose la costruzione del Titanic II nel giugno del 2000, avendo affermato di possedere i disegni originali della  famosa nave e di volere quindi realizzare il suo sogno. Se la nave fosse stata completata avrebbe avuto una lunghezza di 290 metri e una larghezza di 33 metri. Il magnate presentò la proposta al Consiglio della città di Belfast, dopo essersi consultato con il dipartimento tecnico dell'industria cantieristica navale Harland and Wolff a Belfast, in Irlanda del Nord. La nave poteva essere costruita con circa 500 milioni di sterline. Si prevedeva che la nave sarebbe stata la più grande nave da crociera del mondo.
Nel novembre del 2000, Gous firmò un accordo con un'azienda situata nel Principato di Monaco per finanziare la costruzione della nave, dove dichiarò anche che i lavori di costruzione sarebbero iniziati all'interno dei successivi nove mesi.
Il nome della compagnia che avrebbe dovuto gestire il Titanic II sarebbe stato "White Star Line", rappresentando una rinascita della defunta compagnia navale. Il nuovo Titanic, in costruzione al cantiere navale di Harland and Wolff a Belfast, sarebbe dovuto essere molto simile alla nave originale. Fu pianificato che avrebbe avuto gli interni di una moderna nave da crociera e sarebbe stato più grande del Titanic originale.
Fin dal principio il punto focale dell'opera era di costruire una copia esatta ma con abbastanza scialuppe di salvataggio. 
Il progetto però si inabissò nel 2006 a causa di intoppi regolamentari (troppo legno per i regolamenti antincendio, le scialuppe del Titanic originale sono troppo in alto - ora i regolamenti permettono di avere le scialuppe ad un altezza massima di 15 metri al di sopra del galleggiamento -, alti costi e un basso supporto al progetto - anche l'ultima sopravvissuta del Titanic Millvina Dean espresse pubblicamente il suo disappunto. 

Il secondo progetto (2012-Presente) è stato commissionato dal magnate minerario australiano Clive Palmer, ad una azienda di proprietà dello Stato cinese. L'inizio dei lavori è previsto per la fine del 2013, data confermata dal miliardario, e la nave dovrebbe essere pronta a salpare entro il 2016. Il Titanic II (il cui prezzo di costruzione non è stato ancora reso noto), ha dichiarato Palmer, sarà progettato cercando di mantenere il più possibile la verosimiglianza con l'originale sotto il profilo delle specifiche e del design, ma vanterà le tecnologie più avanzate nel campo della sicurezza e dell'affidabilità per i 2600 passeggeri e i 900 membri di equipaggio. 
Dopo aver trovato un'intesa con il governo cinese, l'australiano ha deciso di affidare la costruzione ai cantieri CSC Jinling.
«La nave sarà altrettanto lussuosa come l'originale, ma naturalmente sarà dotata di tutte le tecnologie più avanzate del 21° secolo, e degli ultimi sistemi di navigazione e sicurezza.»
ha dichiarato Clive Palmer durante un comunicato stampa, tenutosi poche settimane dopo il centenario dell'affondamento del Titanic. Il nuovo transatlantico salperà da Southampton diretto a New York, ripercorrendo la rotta originale e ai passeggeri (si contano già 40000 prevendite per il viaggio inaugurale) saranno forniti abiti e biancheria in stile inizio Novecento, e anche il menù sarà il medesimo, così come la divisione in cabine di prima, seconda e terza classe. Il magnate minerario del Queensland negli ultimi anni ha ampliatio i suoi interessi nel turismo, essendo infatti proprietario di un lussuoso resort nella Sunshine Coast, ed ha in programma di realizzare una flotta di navi di lusso, per la propria compagnia navale, la Blue Star Line, della quale farà parte per l'appunto anche il Titanic II.

la cabina di prima classe

La cabina di terza classe

La sala da pranzo di prima classe

La sala da pranzo di terza classe

La timoneria

La scalinata centrale

La grande cupola vetrata sopra alla scalinata centrale

Gli ascensori

La sala radio

La sala fumatori

Il "Café Parisien"

Il campo da squash

La piscina coperta

Il bagno turco

venerdì 22 febbraio 2013

Avete mai pensato di preparare un espresso con il microonde?

Piamo, l'espresso a microonde direttamente nella tazzina by Lunar

 

 

Latte magro alla tripla vaniglia, senza schiuma. Doppio macchiato freddo extra shakerato. Americano. Ogni amante devoto dell'espresso sa che iniziare la giornata senza una tazza della propria bevanda preferita non è il modo migliore. Anche se spesso non abbiamo il tempo materiale di andare al bar e poiché la maggior parte di noi non ha lo spazio per una macchina per caffè espresso, molti di noi hanno un forno a microonde.   
Piamo è una risposta intelligente a questo dilemma. Questa simpatica soluzione vi permetterà di amare ancora di più il vostro caffè espresso, proprio perchè a portata di mano.


Composto da quattro parti, la tazza per il caffè espresso, la camera di bollitura dell'acqua, il filtro e il tappo copri filtro, è semplicissimo da utilizzare.


Basta riempire con l'acqua, aggiungere il caffè al filtro, ruotare questi pezzi insieme, poi porre il tutto sulla parte superiore della tazza. Metterlo in forno a microonde per 30 secondi...


...et voilà, un perfetto caffè espresso.  Sia che preferiate cialde o caffè macinato, Piamo può fare entrambe le cose.


Si tratta di un design pulito con una tazza per il caffè espresso bianca, un filtro rosso, un moderno coperchio trasparente smussato.


Un vecchio portone, un vecchio banco da falegname, tanta fantasia e...

Il tavolo in legno rigenerato e non solo... by Manoteca

 

Un tavolo, un ufficio, un portone...

Manoteca è uno studio di design con sede a Bologna incentrato sulla progettazione di mobili rigenerati. Il primo pezzo si chiama Indoor, è un tavolo costruito partendo da un vecchio portone da esterni. Può essere usato come un tavolo per 8 persone oppure può essere aperto e utilizzato come scrivania / stazione di lavoro. 

Un tavolo per 8 persone...

...Oppure una scrivania/contenitore...


Le tre tasche in cuoio rigenerato e il cassetto porta oggetti






Il secondo pezzo chiamato Olmo è un lavello per la cucina montato su un vecchio banco da falegname, ma questo non è tutto, c'è molto di più da vedere sul sito di Manoteca.




giovedì 21 febbraio 2013

Al Salone del Mobile: l'ufficio secondo Jean Nouvel

In ufficio come a casa. Non più spazi anonimi e ripetitivi, bensì luoghi da abitare.

 

Quest' anno al Salone del Mobile 2013 si punterà tutto sull’ufficio. Secondo Claudio Luti, neo-presidente di Cosmit, quello della progettazione degli uffici è un settore in crisi che ha assoluto bisogno di essere rilanciato.
"Lavorare è abitare" dice l’architetto francese, premio Pritzker 2008, chiamato a immaginare le trasformazioni che coinvolgeranno gli spazi di lavoro nei prossimi anni. A partire da una serie di domande fondamentali. La prima cosa che viene da chiedersi è come possa essere evitata la ripetizione totalmente anonima che priva di ogni personalizzazione questi spazi e la seconda domanda che viene da porsi è se sia possibile, ed eventualmente come, abitare questi spazi come se si trattasse della propria casa. Le idee innovative di Nouvel, che saranno esposte all’interno del SaloneUfficio (in fiera dal 9 al 14 aprile), si pongono come spunti di riflessione e start up in questa fase di transizione che stiamo attraversando, nell'ottica di eliminare, o meglio limitare, la situazione che coinvolge i lavoratori da casa a discapito degli edifici commerciali sempre più disabitati. 

Ci si potrebbe chiedere perchè sia condizione necessaria il ripensamento dell ufficio.
Sicuramente il punto di partenza non è dettato dallo spazio in sé, bensì dalla ricerca di modificare le condizioni di vita di coloro che lavorano. Sempre maggiore è il tempo che trascorriamo nel luogo di lavoro piuttosto che a casa ed è per questo che, secondo Nouvel, l'ufficio dev'essere una trasposizione della casa, nell'ottica che lavorare deve equivalere ad abitare. Ma lo spazio inteso come il mero ripensamento degli arredi e della suddivisione degli ambienti non deve eclissare il vero concetto: provare piacere mentre si lavora, riuscire ad aumentare i rapporti interpersonali, percepire la sensazione tipica di quando siamo a casa e non percercepire l'ufficio come un mero spazio clonato. Oggi si pensa un posto di lavoro, lo si progetta e lo si ripete, magari a seconda delle funzioni che è chiamato a svolgere, in modo da riempire lo spazio disponibile. Questa non è una cosa psicologicamente e umanamente accettabile. 


 Spesso si sente parlare di riqualificare gli spazi e gli edifici già presenti invece di costruire ex novo. Ecco qual'è il pensiero dell'architetto francese su come sia possibile riutilizzare la miriade di edifici vuoti presenti nelle città, adeguandoli alle esigenze di lavoro.
La prima cosa da fare è quella di agire sulla flessibilità. Oggi non ha più senso pensare di avere interi palazzi composti esclusivamente da uffici, ma sarebbe molto più utile cercare di riequilibrare un po' la situazione. Come? Cavalcando il forte desiderio di mescolanza che pervade la gente, cioè cominciare a vedere palazzi non più composti al cento per cento di uffici, ma integrarli assieme ad attività commerciali o residenze. Se anche le norme venissere leggermente cambiate, ci sarebbe la possibilità di sfruttare spazi che potrebbero risultare anche molto più gradevoli di quelli tradizionali.

Quelli proposti non vogliono essere dei progetti, bensì degli spunti riflessivi che permettano di evidenziare diverse ipotesi, di mostrare la diversità che caratterizza la realtà e di analizzare i problemi che colpiscono la vita di tutti i giorni. 

Sorge spontanea la domanda di come possa essere, quindi, l'ufficio del futuro.
Come già detto, spesso ci troviamo nella condizione di vedere molti edifici vuoti e inutilizzati, mentre altri sono sfruttati al massimo. È necessario riuscire a trovare il modo di cambiare queste regole. Partendo da questi aspetti lo Studio francese ha formulato alcuni esempi. La peggiore cosa che si noti nella progettazione degli uffici è proprio che spesso avvenga senza avere chiaro dall’inizio per chi questi spazi siano disegnati. E siccome non c'è mai un preciso committente, è necessario che vengano concepiti come spazi di pubblico utilizzo, devono essere per tutti e rispondere a una stessa regolamentazione. Devono poter mutare e trasformarsi.
Al Salone si potranno quindi analizzare ipotesi di trasformazione di situazioni che esistono oggi, dall’appartamento milanese all’open space, e delle possibili sfaccettature, comprese alcune idee un po’ radicali che spingono ai limiti le costrizioni con cui dobbiamo fare i conti. Ad esempio hanno immaginato l’ufficio come una sorta di città all’interno della città dove ognuno ha una certa quantità di metri quadri a disposizione ed è libero di fare quello che vuole.


mercoledì 20 febbraio 2013

Ecco come Andrew Winch Designs commenta il lancio del 99 metri di Feadship...



Andrew Winch Designs ha commentato il lancio di Dream Project 99 mt., il Superyacht più grande mai costruito nei Paesi Bassi e descritto come un capolavoro da Feadship. Caratterizzato da esterni e interni spettacolari, disegnati da Andrew Winch, Dream stabilisce nuovi standard di design e ingegneria con le sue linee radicali e le caratteristiche ad hoc.

Più di cinque anni di progettazione e costruzione hanno preceduto il grande momento di oggi (11 febbraio 2013), quando il progetto segreto è emerso dal grande capannone al cantiere navale Feadship, a Makkum. Incorporando proporzioni eleganti, linee fluide e un sorprendente esterno, Dream esemplifica la creatività, l'individualità e la bellezza di uno yacht progettato da Andrew Winch. Un progetto completamente chiavi in ​​mano, ogni dettaglio è stato progettato per integrare lo stile di vita e il gusto personale del proprietario - un cliente non nuovo, il cui precedente yacht è stato progettato ancora una volta da Andrew Winch Designs, costruito in Olanda e mediato da Chris-Cecil Wright.



"Sono immensamente orgoglioso di Dream Project", commenta Andrew Winch, "elegante, sofisticato e divertente - Dream è sicuro che riuscirà a creare le onde nel mondo dello yacht design! Come un cavallo purosangue, questo yacht genuino è solo pieno di energia e creatività. Nato per eccellere, si distingue dalla folla ovunque navighi." E continua: "Per creare un superyacht unico e bellissimo è richiesta un'ampia visione e la fiducia dei nostri Clienti oltre ad una dedizione immensa e la flessibilità dei nostri partner a Feadship e tutta la squadra del progetto AWD. Sono grato e orgoglioso di essere in grado di lavorare con un gruppo di persone di talento. Senza di loro il progetto non sarebbe nato oggi."

Taglio del nastro per il Big Blu


Tutto pronto per il consueto appuntamento alla Fiera di Roma, dal 20 al 24 febbraio, per la nuova edizione di Big Blu, Salone Internazionale della Nautica e del Mare.
Dalla cantieristica all'enogastronomia, dall'abbigliamento nautico alle attrezzature per il turismo, dalla fotografia subacquea alla tecnologia di ultima generazione; queste le carte vincenti con cui Big Blu si è ritagliato il proprio spazio nel panorama dei Saloni Nautici.
Oltre alle oramai consolidate aree tematiche World Fishing, Outdoors Experience e l'isola culturale Pelagos Sea Heritage Exhibition, la grande novità del 2013 riguarda l'inaugurazione di "SubinItaly", il primo Salone della subacquea in cui è possibile scoprire proposte di viaggi, corsi, seminari e una immergersi in vasca prove per avvicinarsi a questo sport; Big Blu con la collaborazione di Federvela e Dipartimento Sport di Roma Capitale ha sviluppato la "Fun Zone", uno spazio dedicato alle attività sportive e all'interattività in ambiente acquatico e marino. Quest'anno gli organizzatori hanno voluto dare voce anche al settore turistico balneare e dell'open air creando "Your Business on the beach", punto di incontro tra i professionisti delle strutture turistiche sul mare e i migliori produttori del settore turistico balneare.

"Uno dei più importanti obiettivi di Big Blu - ha detto il presidente della Fiera di Roma, Mauro Mannocchi, durante la conferenza stampa di presentazione - è quello di contribuire a creare una cultura del mare come risorsa imprescindibile per il rilancio di tutta l'economia italiana. (ANSA).

Tra gli espositori le novità di quest’anno vedono protagonisti il prestigioso Cantiere Nautico Cranchi, che presenterà il Panama 32, equipaggiato per l'occasione con una coppia dei nuovi fuoribordo Honda da 250HP.  Da Sessa sarà possibile conoscere il Key Largo 24, open di 7 mt. di alta qualità e stile ricercato che porta la firma del designer Christian Grande. Spiccano subito le sue dimensioni compatte, che però non precludono ogni comfort, unite alle elevate prestazioni; non passa certamente inosservata grazie anche alla possibilità di essere carrellabile.
Da Atlantis in esposizione l’Atlantis 34, ottimo open ed comodo cruiser che sorprende per gli esterni e per i volumi interni.