Visualizzazione post con etichetta Architettura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Architettura. Mostra tutti i post

giovedì 11 aprile 2013

Stall – Haus Lumbrein by Morger + Dettli Architekten



Un'umile casetta di fronte al maestoso sfondo delle montagne innevate della Svizzera, Haus Lumbrein offre il calore e la semplicità ai propri abitanti. Nonostante la sua facciata stile cottage di legno (che in realtà funge anche da parasole), la casa offre una sofisticata transizione dall'ambiente naturale al costruito.  


Nel trattare con diverse elevazioni l'interno della casa, Morger + Dettli Architekten sfruttano lo spazio nascosto nell'incavo di una collina.  


Entrando dal piano terra si viene condotti a una parete di legno a protezione di una serie di scale che salgono ad un ampio piano superiore.  


Il tetto a capanna è sostenuto dalla stufa a legna, colore acciaio, che si abbina perfettamente con le sfumature nere delle sedie del tavolo da pranzo, le aste per le tende, e, infine, la scala che porta ad una uscita sulla cima della collina.  


Il movimento da un piano all'altro rispecchia l'esperienza di scalare una montagna, e, forse, funge anche da istigatore di una tale avventura nell'entroterra svizzero.


domenica 17 marzo 2013

Residenza a Itu by Studio Arthur Casas


Itu, Brasile: quello che può essere definito un posto magnifico chiamato "casa". Una giovane famiglia con i bambini ha il piacere di godere di questa meraviglia staccando da tutto il resto ogni sera. La pianta della casa, disegnata da Studio Arthur Casas, è stretta e lunga, con particolare attenzione soprattutto per l'esterno. La naturale venitlazione della casa è garantita dalla presenza di molte porte a scomparsa che introducono nello soggiorno una boccata d'aria fresca


Addossata alla riva di un grande stagno, dalla casa si può godere di una vista unica e alcune oche spesso intrattengono la loro famiglia.  




L'unica cosa che definisce la struttura è il grande pilastro di legno massiccio, robusto e immobile; porta la natura all'interno quando la casa è chiusa, così come il bel soffitto composto da legno dalle calde tonalità utilizatto anche per i pavimenti


Da notare anche il vecchio albero Ipe giallo che è stato conservato dal costruttore. Le scale avvolgono il suo tronco come per onorare la sua lunga vita sostenuta dalle acque circostanti.  


Una piscina si integra organicamente nel paesaggio con le sue rocce che la incorniciano assime a grandi ciuffi di caratteristiche erbe


Un tronco semplicemente sgrossato sostiene la fine del patio a sbalzo, creando un tocco architettonico anticonformista


L'intera presentazione della proprietà è una danza dolce tra la struttura e la natura circostante che regala, sia alle oche sia agli esseri umani, la sensazione di sentirsi a casa.

lunedì 4 marzo 2013

Chalet du Golf: il calore della pietra e del legno

 
Chalet du Golf, progettato da Bo Design, si fonde perfettamente con la natura circostante, incorporando al suo interno strutture elementari negli ambienti grandi e piccoli della casa.  


Legname grezzo e non verniciato mette in mostra un'estetica rustica con intagli a motivi geometrici sulla superficie in grado di compensare i vortici naturali del materiale, celando la reale utilità quale elemento di sostegno strutturale della costruzione.  


Entrando in bagno colpisce fin da subito il piano in pietra con taglio grezzo, che rileva la sua qualità intrinseca tattile.


Rami annodati e artritici creano un interesssante gioco divisorio dello spazio.

La piscina coperta nel suo stile sobrio ricorda lo stile greco, dando vita ad un vero e proprio complemento alla presenza più forte del legno e dei mobili in pietra presenti nel resto della casa. 


La combinazione e l'equilibrio di elementi organici rendono Chalet du Golf una casa armoniosa, proprio come natura vuole.





domenica 3 marzo 2013

Per un turismo sostenibile arriva dalla Svizzera la proposta dell'EcoPod Hotel, l'hotel in "guscio"...


Siamo in Svizzera in una piccola valle vicino a Films; qui sorge l'hotel con le sue tre casette a "guscio". 


Dato che la Svizzera sta cercando di sviluppare un modello universale di un turismo più sostenibile, queste sistemazioni di basso impatto sono situate in un ambiente alpino incontaminato e intatto. La costruzione di questa ultima "fuga" per gli amanti della natura è stata affidata alla società svizzera Robust Outdoor Brands. I "gusci" forniscono gli elementi essenziali di una struttura isolata adatta sia in inverno che in estate. La splendida cornice che circonda queste case a "guscio" rende questo hotel il posto ideale per un'esperienza di vita unica, soprattutto per gli sciatori, a prezzi ancora contenuti. I "gusci" vengono proposti in due differenti dimensioni e possono ospitare fino a 2 persone. Sono inoltre corredati di un caminetto esterno.









giovedì 28 febbraio 2013

Garden Tree House: la casa sull'albero o l'albero in casa?

Una volta, quando ero bambino, ricordo che una persona mi raccontò di un fatto che gli era accaduto quando aveva più o meno la mia età, al quale io diedi non molta importanza, probabilmente non riuscendo a comprendere appieno quale fosse la vera natura dei suoi sentimenti...  

..."nelle fotografie della mia infanzia che sono state prese di fronte alla vecchia casa della mia famiglia, c'erano due alberi verdi che fiancheggiavano l'ingresso principale. Gli alberi erano un indicatore personale del trascorrere del tempo; come sono cresciuto io, così fecero anche loro. 
Quando la mia famiglia si trasferì, io - alla giovane età di otto anni - ho dovuto dire addio a quegli alberi, un addio difficile. E la cosa più devastante è stato dover apprendere anni dopo che i nuovi proprietari li avevano tagliati."  

In qualche modo, ricordando questo episodio, sono colpito dalla sensibilità che Hironaka Ogawa & Associates hanno dimostrato nel loro progetto di Tree House Garden e credo di aver ben compreso il significato di quelle parole.  


Come estensione della casa originale in Kagawa, Giappone, per la figlia e suo marito, Garden Tree House ha richiesto l'abbattimento di un albero Azelkova e di un albero di canfora che avevano accompagnato la casa principale per 35 anni.  


Gli alberi, testimoni importanti di ricordi d'infanzia, sono stati essiccati e conservati per essere utilizzati come pilastri strutturali principali per il soggiorno, la sala da pranzo e la cucina.  


Sia per il piano terra che per lo spazio loft, gli alberi sono un punto focale visivo e influenzano gli altri elementi organici in casa, tra cui un corridoio curvo e le travi in legno. 


Anche nel loro stato attuale, gli alberi sembrano generare nuova vita, dando forma ad una scultura: una luce bianca pende da uno dei rami degli alberi, un nuovo tipo di fiore che sboccia dall'albero.



giovedì 21 febbraio 2013

Al Salone del Mobile: l'ufficio secondo Jean Nouvel

In ufficio come a casa. Non più spazi anonimi e ripetitivi, bensì luoghi da abitare.

 

Quest' anno al Salone del Mobile 2013 si punterà tutto sull’ufficio. Secondo Claudio Luti, neo-presidente di Cosmit, quello della progettazione degli uffici è un settore in crisi che ha assoluto bisogno di essere rilanciato.
"Lavorare è abitare" dice l’architetto francese, premio Pritzker 2008, chiamato a immaginare le trasformazioni che coinvolgeranno gli spazi di lavoro nei prossimi anni. A partire da una serie di domande fondamentali. La prima cosa che viene da chiedersi è come possa essere evitata la ripetizione totalmente anonima che priva di ogni personalizzazione questi spazi e la seconda domanda che viene da porsi è se sia possibile, ed eventualmente come, abitare questi spazi come se si trattasse della propria casa. Le idee innovative di Nouvel, che saranno esposte all’interno del SaloneUfficio (in fiera dal 9 al 14 aprile), si pongono come spunti di riflessione e start up in questa fase di transizione che stiamo attraversando, nell'ottica di eliminare, o meglio limitare, la situazione che coinvolge i lavoratori da casa a discapito degli edifici commerciali sempre più disabitati. 

Ci si potrebbe chiedere perchè sia condizione necessaria il ripensamento dell ufficio.
Sicuramente il punto di partenza non è dettato dallo spazio in sé, bensì dalla ricerca di modificare le condizioni di vita di coloro che lavorano. Sempre maggiore è il tempo che trascorriamo nel luogo di lavoro piuttosto che a casa ed è per questo che, secondo Nouvel, l'ufficio dev'essere una trasposizione della casa, nell'ottica che lavorare deve equivalere ad abitare. Ma lo spazio inteso come il mero ripensamento degli arredi e della suddivisione degli ambienti non deve eclissare il vero concetto: provare piacere mentre si lavora, riuscire ad aumentare i rapporti interpersonali, percepire la sensazione tipica di quando siamo a casa e non percercepire l'ufficio come un mero spazio clonato. Oggi si pensa un posto di lavoro, lo si progetta e lo si ripete, magari a seconda delle funzioni che è chiamato a svolgere, in modo da riempire lo spazio disponibile. Questa non è una cosa psicologicamente e umanamente accettabile. 


 Spesso si sente parlare di riqualificare gli spazi e gli edifici già presenti invece di costruire ex novo. Ecco qual'è il pensiero dell'architetto francese su come sia possibile riutilizzare la miriade di edifici vuoti presenti nelle città, adeguandoli alle esigenze di lavoro.
La prima cosa da fare è quella di agire sulla flessibilità. Oggi non ha più senso pensare di avere interi palazzi composti esclusivamente da uffici, ma sarebbe molto più utile cercare di riequilibrare un po' la situazione. Come? Cavalcando il forte desiderio di mescolanza che pervade la gente, cioè cominciare a vedere palazzi non più composti al cento per cento di uffici, ma integrarli assieme ad attività commerciali o residenze. Se anche le norme venissere leggermente cambiate, ci sarebbe la possibilità di sfruttare spazi che potrebbero risultare anche molto più gradevoli di quelli tradizionali.

Quelli proposti non vogliono essere dei progetti, bensì degli spunti riflessivi che permettano di evidenziare diverse ipotesi, di mostrare la diversità che caratterizza la realtà e di analizzare i problemi che colpiscono la vita di tutti i giorni. 

Sorge spontanea la domanda di come possa essere, quindi, l'ufficio del futuro.
Come già detto, spesso ci troviamo nella condizione di vedere molti edifici vuoti e inutilizzati, mentre altri sono sfruttati al massimo. È necessario riuscire a trovare il modo di cambiare queste regole. Partendo da questi aspetti lo Studio francese ha formulato alcuni esempi. La peggiore cosa che si noti nella progettazione degli uffici è proprio che spesso avvenga senza avere chiaro dall’inizio per chi questi spazi siano disegnati. E siccome non c'è mai un preciso committente, è necessario che vengano concepiti come spazi di pubblico utilizzo, devono essere per tutti e rispondere a una stessa regolamentazione. Devono poter mutare e trasformarsi.
Al Salone si potranno quindi analizzare ipotesi di trasformazione di situazioni che esistono oggi, dall’appartamento milanese all’open space, e delle possibili sfaccettature, comprese alcune idee un po’ radicali che spingono ai limiti le costrizioni con cui dobbiamo fare i conti. Ad esempio hanno immaginato l’ufficio come una sorta di città all’interno della città dove ognuno ha una certa quantità di metri quadri a disposizione ed è libero di fare quello che vuole.